Un giorno sulla bacheca Facebook di Patrizia compaiono i post di Lorena Fornasir, fondatrice Insieme al marito Gian Andrea Franchi, dell’associazione “Linea d’Ombra”.
In quei post viene documentata la condizione dei migranti, arrivati a Trieste dopo aver percorso la rotta balcanica, reduci da quello che viene definito il “game". Di loro vengono fotografati soprattutto i piedi, massacrati dalla fatica e martoriati da ogni tipo di escrescenza e infezione. Patrizia decide di andare a vedere con i suoi occhi, e lì, nella piazza ubicata proprio di fronte alla stazione dei treni, scopre un mondo di volontarie e volontari che, tutti i giorni, sistemati alla bell’e meglio sulle panchine, e muniti di garze e disinfettanti, si prodigano per offrire a questi ragazzi - stremati, invisibili e abbandonati da tutte le istituzioni - un primo soccorso medico, vestiti nuovi e un pasto caldo.